Scommesse sportive, si allarga il fronte dei favorevoli anche negli Stati Uniti

Sono da sempre molto contrastate le scommesse sportive, non soltanto in Europa o in Italia ma anche nella Patria delle libertà per eccellenza, gli Stati Uniti d’America. L’American Gaming Association, altrimenti nota come AGA, prosegue dunque nella sua lotta per la legalizzazione e la regolamentazione delle scommesse sportive dopo che un nuovo rapporto ha rivelato un ampio sostegno sul tema da parte di una serie di organismi sportivi e del pubblico in generale.

Cresce dunque il fronte dei sostenitori all’esercito degli scommettitori, spesso costretto a rivolgersi a siti illegali, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di truffe. I risultati del rapporto sono stati evidenziati in un vertice delle forze dell’ordine tenutosi a Washington DC, in cui l’Advisory Board di AGA ha spiegato che il divieto attuale delle scommesse sportive negli Stati Uniti semplicemente non funziona, anzi favorisce il gioco illegale.

Il proibizionismo, come già accaduto con l’alcol, con le droghe e con molti altri aspetti, dunque, ha solo dato effetti negativi. A portare politici ed esperti ad indire un vero e proprio vertice, come si fa per le questioni di più scottante attualità, sono stati i dati sulla portata del mercato delle scommesse illegali negli Usa, in repentina crescita.

Il Professional and Amateur Sports Protection Act (PASPA) durante l’incontro ha quindi evidenziato come il mercato dello sport valga tra i 150 miliardi e i 500 miliardi di dollari, ma che in questo momento il business delle scommesse è completamente nelle mani della criminalità, mentre gli Stati dovrebbero adottare una rigorosa regolamentazione.

Due argomenti, scommesse online e criminalità, dunque, che negli Stati Uniti non possono più essere trattati in maniera separata. Da qui la necessità di indire un vertice e di interessare le massiche cariche dello stato.

È giunto il momento di abrogare il divieto di scommesse sportive attuali e sostituirlo con norme rigorose che proteggano i consumatori e garantiscano l’integrità dello sport” ha dichiarato Tim Murphy, ex vice direttore dell’FBI. Circa l’80% della popolazione statunitense, secondo quanto riportato nel rapporto, è favorevole alla completa regolamentazione delle scommesse sportive, e il 66% ritiene che i singoli Stati debbano avere maggiore voce nella stesura del quadro normativo.

Inoltre, il 72% degli intervistati crede che la regolamentazione aumenterebbe la tutela dei consumatori. Il vertice, comunque, hanno preannunciato i promotori, non sarà l’ultima iniziativa in tal senso ma anzi si continuerà a lavorare affinché l’approccio al tema sarà quello del buon senso.

Del resto regolamentare le scommesse sportive sarebbe una grande vittoria tanto per gli Stati, quanto per le leghe sportive, tanto per la comunità quanto per gli appassionati costretti a rivolgersi al sito illegale. Si creerebbe anche una vera e propria industria del gioco con possibili introiti e opportunità occupazionali.

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